Il lato oscuro della Roma di Rudi Garcia

di , 24 Settembre 2015 14:59

Dopo la prova esaltante fornita contro gli “invincibili” catalani allenati da Luis Enrique, la Roma sembra essere caduta in una sorta di oblio, così buio e tempestoso da mandare in tilt i suoi tifosi e anche i bookmakers britannici. Contro i blaugrana, nella gara d’esordio dell’ambitissima Champions League, i giallorossi hanno praticamente riesumato il gioco all’italiana: difesa e contropiede. Certo le idee del tecnico francese non comprendono e non prevedono il gioco imperniato esclusivamente sul contropiede, eppure come affermava Macchiavelli Il fine giustifica i mezzi“. Lo scopo era soprattutto non prenderle e in particolare evitare la figuraccia rimediata la scorsa stagione contro i pluricampioni tedeschi del Bayern Monaco. Ciò ha spinto Garcia a snaturare il gioco della Roma chiedendo praticamente ai suoi ’95 minuti di altissimo sacrificio, basti pensare al Capitano De Rossi, relegato in difesa a far coppia con Manolas. Ma la Roma è stata costruita per imporre il suo gioco e non certo per attendere l’avversario e colpire in contropiede, tipico gioco da attribuire a squadre senza personalità e senza “campioni”. Però la Roma, grazie anche allo straordinario goal di Alessandro Florenzi (gran tiro da 55 metri) ha ottenuto il massimo contro i blasonati campioni del Barcellona. Il buon risultato in Europa ha sicuramente ubriacato giocatori e tifosi che hanno ben pensato che magari quest’annata potesse essere quella buona, mettendosi una volta per tutte alle spalle i fantasmi del fine stagione scorso, un finale quasi scellerato. Macché! La Roma di Rudi Garcia, quando ha dovuto rituffarsi nelle beghe del Campionato ha dovuto riaffrontare i fantasmi che oramai la inseguono da oltre un anno. Contro il Sassuolo giunge (inaspettatamente) un misero pareggio contro comunque un’ottima squadra ben allenata. Dopo esser passata in svantaggio per ben due volte, regalando costantemente occasioni all’avversario, i giallorossi hanno, prima con Francesco Totti (goal 300 in Serie A) e poi con l’egiziano Salah, un pareggio soffertissimo. Ma quando il buio sembrava alle spalle riecco che la Roma cade definitivamente nella trasferta di Genova contro i non imbattibili blucerchiati. Il goffo autogoal di Manolas, a cinque minuti dalla fine, rispecchia la pessima stagione (a parte l’ottima vittoria contro la Juventus) che la Roma sta intraprendendo in questa annata. Eppure contro la Sampdoria la Roma sfodera un’ottima prestazione, ma, come sempre è accaduto nella passata stagione, pecca di poco cinismo e poca precisione, oltre che di cattiveria sotto porta. Un difetto, un male oscuro, una debolezza che ad oggi costa cara: meno otto punti dalla prima e una stagione quasi compromessa. Eppure Walter Sabatini ha fatto di tutto per rimediare ai suoi errori dello scorso anno, cercando di recapitare a Garcia la migliore squadra che potesse allenare . Cosa non va alla squadra giallorossa? Il tecnico romanista parla di troppi errori individuali in difesa e poca precisione sotto porta. Tutto qua? E se su Rudi Garcia ci fossimo sbagliati? Se il tecnico francese fosse un mediocre allenatore incapace di leggere la gara, oltre che vincerla anche tatticamente? Certamente, tra un turn-over esagerato e, molto spesso, cambi durante la gara discutibili fanno riflettere sulle capacità di quest’uomo venuto da lontano . . .

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