La Roma batte il Sassuolo ma la strada è ancora tortuosa

di , 2 Maggio 2015 12:35

Così tanti gol in una partita sola la Roma non li segnava dal novembre scorso (4-2 contro l’Inter). Il 3-0 rifilato al Sassuolo lascia tanti segnali positivi nella testa di Garcia. Il tecnico ha ritrovato la sua squadra, capace di dominare la partita dall’inizio alla fine. E’ finalmente arrivato anche il primo gol di Doumbia, segnato in apertura. Poi c’è stata la magia di Florenzi e la ciliegina sulla torta di Pjanic (autore anche di un assist). Infine la tenuta fisica della squadra, apparsa finalmente in ripresa dopo mesi di semioscurità. E dire che la serata non era cominciata nel migliore dei modi per la Roma: nel riscaldamento Garcia deve fare a meno di Keita, rimasto vittima di un leggero fastidio muscolare. Per il resto tutto confermato, con Totti seduto in panchina a guardare la partita da spettatore dall’inizio alla fine. Contro un Sassuolo così arrendevole l’assenza del capitano è pesata meno del solito.
La serata della Roma si mette subito sui binari giusti. Passano solo sei minuti e dalla destra Pjanic pennella in area un cross per la testa di Doumbia che fa centro al primo tentativo verso la porta. Per l’attaccante ivoriano si tratta della prima marcatura in Italia e (forse) la fine di un incubo durato tre mesi. A differenza delle ultime prestazioni, i giallorossi continuano a spingere dopo il vantaggio ottenuto e con Pjanic sfiorano il raddoppio al 22′ con una punizione dal limite deviata da Consigli. Il 2-0 arriva cinque minuti dopo con un gol da antologia di Florenzi che sulla fascia destra fa fuori due uomini e poi trova un bolide ad incrociare da posizione decentrata che si infila sotto l’incrocio dei pali. E’ il risveglio della Roma che non segnava due reti in una partita dal match contro il Cagliari nello scorso febbraio. Il Sassuolo è poca cosa con Floro Flores e Floccari mai pericolosi dalle parti di De Sanctis. La squadra di Di Francesco appare troppo timida ed impacciata, decisamente fuori fase. Gli avversari convincono decisamente di più, mostrando incoraggianti segnali di ripresa anche sotto il profilo fisico. Bene Pjanic che prende in mano la manovra senza pause nè amnesie. Unica nota dolente Gervinho, apparso ancora lontano parente della gazzella ammirata durante la scorsa stagione. L’unico ‘brivido’ della prima frazione la difesa della Roma lo vive al 44′ con una verticalizzazione di Sansone che coglie impreparato Astori: Missiroli si avventa sul pallone ma il suo cross teso viene deviato in angolo da un attento Manolas.
Nella ripresa Di Francesco lancia nella mischia Zaza al posto di Floccari e la differenza si vede eccome. Proprio il neo entrato sfiora al 60′ il gol con un grandissimo tiro al volo deviato da De Sanctis in angolo. La Roma controlla la partita arginando senza eccessivo affanno le timide incursioni offensive dei padroni di casa. I ritmi calano vistosamente con il passare dei minuti. Garcia si copre togliendo Doumbia dopo poco più di un’ora per inserire Yanga-Mbiwa. Di emozioni non se ne vedono più fino al 74′ quando Gervinho trova l’unico spunto della sua anonima partita servendo a Pjanic il più facile degli assist per il 3-0. Il match di fatto si chiude qui. Nel finale entrano Keita e Iturbe e proprio l’attaccante argentino sfiora il poker con una botta dal limite deviata dall’attento Consigli in angolo. La Roma si prende i tre punti in casa dell’ex Di Francesco e mantiene il terzo posto tenendosi in scia della Lazio e lascia a distanza un Napoli uscito malconcio contro un buon Empoli. Al momento i giallorossi hanno cinque punti di vantaggio sulla squadra di Benitez. Un tesoretto da non disperdere per mantenere l’ultima piazza utile per accedere all’Europa che conta.

Fonte: www.corrieredellosport.it

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