La Roma crolla al San Paolo e va in crisi di personalità

di , 3 Novembre 2014 16:01

I fantasmi evocati dalla partita contro i pluricampioni del Bayern Monaco non sono stati del tutto cancellati e nella gara contro il Napoli, in un San Paolo, tutto partenopeo, la Roma si scioglie come neve al sole. Sembrava una sorta di re-play della gara contro i bavaresi con i limiti e le caratteristiche  di una gara di Campionato. Al primo vero affondo della squadra di Benitez, dopo appena tre minuti di gioco, Higuain punisce una Roma troppo molle e distratta, senza alcuna personalità. La gara a quel punto si fa tutta in salita, e a chi si aspettava una reazione forte ed impervia da parte della squadra giallorossa, si sbaglia completamente. Gli uomini di Garcia hanno evidentemente abbandonato la loro personalità nell’umiliante serata contro il Bayern Monaco, e tuttora resta ancora smarrita. Totti è inguardabile, sembra estranei alla gara, Gervinho stenta a tenere palla e a provare i suoi micidiali contropiedi, Pjanic è l’ombra di se stesso, mentre il buon Nainggolan sembra giocare con il freno a mano. Il pressing asfissiante fino al muro difensivo non fa ragionare una Roma tramortita e invasa dai fantasmi di Halloween, anche se a quanto pare, calendario alla mano, la festa “oscura” sia passata, ma non per la Roma. Il primo tempo, per fortuna finisce solo 1-0 per i padroni di casa, e poteva essere una goleada, l’ennesima. Il 4-3-3 di Garcia è timido e arretrato, Florenzi compare solo a inizio ripresa, quando spreca la prima vera occasione giallorossa (cross di Pjanic), il trio di centrocampisti non domina come d’abitudine. Anzi, va in apnea. Dopo il discorsetto di Garcia nell’intervallo la Roma si ritroverebbe anche, ma manca la giocata decisiva. Non chiedetela a Totti, Francesco non è proprio in giornata. Trattandosi del Capitano, non si possono avere rimpianti per chi è rimasto in panchina, ma al 19’ ecco Destro. Non sarà Mattia a dare la scossa, anzi: occasioni nessuna. Il Napoli continua a creare, David Lopez e Jorginho chiudono buchi, e il secondo gol che non arriva pare far presagire un’altra beffa. Un coast to coast di Koulibaly viene chiuso da uno scavetto di Callejon, salvato sulla riga, poi è il solito José a non perdonare su assist di Higuain. La ricerca della continuità è un processo lungo, ma la “partita speciale” è stata onorata, almeno da una parte, l’altra parte non pervenuta!  Per la Roma si tratta di una brutta battuta d’arresto. La seconda in questo campionato dopo il ko di Torino con la Juve. Rudi Garcia, che ha preferito Keita a De Rossi, aveva sicuramente in mente un’altra partita. Probabilmente anche un Napoli meno tonico con il migliore Insigne della gestione Benitez e un Koulibaly imperioso in difesa. I giallorossi sono stati spesso in balia del fraseggio dei trequartisti azzurri, soprattutto sull’out di sinistra dove Insigne, protagonista anche in occasione del gol in apertura di Higuain, ha fatto messo in grossa difficoltà la Roma.

Un commento a “La Roma crolla al San Paolo e va in crisi di personalità”

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