La Roma schiaccia il Milan con una magia di Pjanic e una rete di Gervinho

di , 27 Aprile 2014 21:56

Non è finita finché non è finita. È questo lo spirito della Roma, è questo il messaggio lanciato al campionato dai giallorossi di Garcia che tolgono alla Juventus l’eventuale primo match point col Sassuolo e rimettono pressione ai bianconeri. Il 2-0 al Milan firmato Pjanic-Gervinho vale gli 85 punti e il nuovo -5 dalla vetta della classifica: spazzata via ogni rassegnazione che non sia quella matematica, ogni accettazione dolorosa di un’inevitabilità che non esiste se non nella testa di chi si accontenta. Nell’Olimpico in festa rimane, essenziale e accecante, la consapevolezza di dover imporre sempre il gioco e di conquistare il risultato pieno, la mentalità da grande squadra che il tecnico francese ha restituito alla Capitale, la mentalità che serve per sognare ancora lo scudetto e per lottare nella Champions che verrà. La gara parte con la Roma che cerca spazio sugli esterni: Dodò alterna iniziative di personalità, in una delle quali sfiora anche il vantaggio, a tentativi alla Guarin di lanciare il contropiede avversario con retropassaggi per Kakà prima e Balotelli poi. Il baby brasiliano resta comunque più attivo di Maicon che misura ragionato ogni affondo. Con Gervinho un po’ oscurato, è Totti a smistare palloni deliziosi in avvio per poi cedere il testimone a Pjanic: proprio il bosniaco inizierà l’azione più pericolosa dei giallorossi conclusa da Ljajic con dribbling in area e diagonale velenoso che sarebbe vincente senza la scivolata disperata di Rami. E il Milan? Illuminato nei minuti iniziali da uno spumeggiante Taarabt, il Diavolo perde l’effervescenza non appena si sfiata il marocchino. Balotelli si nota più per i contatti con gli avversari che per giocate importanti, subissato da fischi e ben controllato da Castan e il nuovo socio Toloi, Kakà si inabissa nel vuoto del gioco rossonero e quando Dodò lo imbecca non riesce a scrollarsi di dosso De Rossi che vanifica la sua conclusione. Muntari e Honda finiscono sul taccuino di Tagliavento, la Roma domina ma non trova la mossa giusta, fino al 44′, il minuto nel quale si si accende la scintilla balcanica di Pjanic: triangolo veloce con Totti e poi slalom solitario dalla trequarti con uno, due, tre milanisti saltati in rapida successione e piattone a superare Abbiati. Una serpentina entusiasmante tra Muntari, Montolivo e Rami con finte di corpo, tocchi corti e rapidi e il ricamo finale del tunnel al difensore marocchino per chiudere la meraviglia che vale il gol del vantaggio del talento bosniaco blindato da un Sabatini profetico nel pre-partita.

Milan aggressivo ad inizio ripresa: Montolivo servito da Kakà non trova la porta a De Sanctis battuto, Taarabt e il suo destro a incrociare viene respinto da Toloi. Risponde la Roma, punizione astuta di Totti rasoterra in area a sfruttare il movimento di Pjanic che arretra velocemente per calciare, destro sporcato da Rami che Abbiati riesce a raggiungere in tuffo. Squadre allungate, tanti spazi, fioccano le occasioni. Ma il sussulto rossonero non dura più di un quarto d’ora, un crollo fisico a cui segue, fatale, quello psicologico dopo il 2-0 giallorosso: Totti conclude potente verso Abbiati che respinge corto, Gervinho si avventa in posizione di leggero fuorigioco e insacca il gol che chiude i giochi. Totti e Nainggolan si vedono sventolare il giallo, per il belga significa niente trasferta a Catania. Il Milan è in bambola, Seedorf richiama anche un Balotelli ormai spaesato e in cerca di rogne più che di palloni giocabili, Garcia regala l’applauso dello stadio al capitano, a Maicon e a Pjanic, letteralmente osannato. L’orchestra Roma suona anche la nona vittoria consecutiva e ora aspetta un regalo dal Sassuolo che, se vuole restare in A, deve trovare punti anche contro la Juve. «Devono salvarsi e mi aspetto giochino di conseguenza», ha ammonito Garcia. E il suo desiderio è quello di tutto il popolo giallorosso.
Fonte: www.corrieredellosport.it

2 commenti a “La Roma schiaccia il Milan con una magia di Pjanic e una rete di Gervinho”

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