John Arne Riise “Roma tranquilla torno presto”

RIISE "Che gioia!" TOTTI "Una grande vittoria!"

Uno scontro fortuito, una botta tremenda sulla testa per uno scontro di gioco in allenamento col suo compagno Ruud. La caduta, la perdita di conoscenza, il panico. Tutto nella giornata di ieri pomeriggio durante i consueti allenamenti con la nazionale norvegese in vista di Norvegia-Portogallo. Se l’è vista brutta John Arne Riise. La botta in testa rimane: commozione cerebrale, il responso medico. E questo lo terrà fuori dai campi per un po’, ad oggi è difficile stabilire quanto. Secondo indiscrezioni si tratta di un periodo che va dai venti fino ai trenta giorni. La Roma ha subito telefonato a John e ai medici norvegesi: tutto sotto controllo, ma il calciatore dovrà stare fermo. Ed è difficile saper quanto. Ma andiamo ai fatti. Riise è nel ritiro della sua nazionale, sta svolgendo regolarmente l’allenamento. Quando a un certo punto si scontra violentemente con un suo compagno di squadra, Espen Ruud. Perde i sensi e cade a terra. Preoccupazione generale. Sembra uno scontro banalissimo, invece John resta a terra. Fino all’intervento dei medici della nazionale, chiamati di corsa dai giocatori in campo. Ci vuole un pò per fargli riprendere la parola, lui ha sempre respirato, quindi mai in pericolo di vita. John viene trasportato immediatamente in ospedale e viene sottoposto ai controlli del caso, tac, risonanza e controllo dei valori ematici (visto che è svenuto). Appunto, come detto, commozione cerebrale. Un bel guaio. E tra l’altro di quelle molto pesanti. Riise è rimasto in osservazione nell’ospedale di Oslo per ben 24 ore, stamane è stato dimesso dall’ospedale di Oslo. Resterà in terra norvegese fino a giovedì per altri esami e controlli. Poi comincerà il recupero. Ma piano piano. Riise non giocherà stasera contro il Portogallo ad Oslo. E rischia di stare fuori per un bel pò (basti ricordare quanto è stato tenuto fermo Mexes per un trauma cranico). Il compagno di squadra con cui si è scontrato, spiega la dinamica del contrasto: «C’e stato un lancio lungo e siamo andati sulla palla. Lui si è alzato di scatto e ha colpito la mia spalla. Quando mi sono girato l’ho visto sdraiato. Ho capito dopo che era successo qualcosa di serio». Il medico della nazionale norvegese, Thor Einar Andersen, poi. «Queste situazioni sono molto stressanti anche per coloro che assistono. E’ l’incidente più grave che mi sia capitato da quando son qui. Tempi di recupero? Ci vorranno alcune settimane prima di vederlo di nuovo in pista».

Riise-Oslo

La Roma, ieri sera, aveva contattato i medici della Norvegia per avere informazioni dirette sulle condizioni del giocatore che per tornare in Italia dovrà ricevere l’ok dei dottori per affrontare il viaggio di ritorno. La notte in ospedale è stata tranquilla e il terzino giallorosso ha tenuto tanto a far sapere ai propri tifosi che sta bene e tornerà presto “Sono stato molto intontito per tutto il giorno e non ricordo nulla di quello che è successo – le parole del norvegese riprese dal sito Romanews.eu – Ora ho bevuto e mangiato un po’. C’è voluto un po’ prima che mi rendessi conto di che cosa fosse successo e che la conseguenza è stata che non avrò modo di giocare contro il Portogallo. Ho inoltre preso del tempo prima che mi rendessi conto che questa era la giusta decisione da parte del medico perché mi piacerebbe molto giocare. Ma ho fiducia nella squadra. Ancora non so se posso guardare la partita e devo seguire le raccomandazioni dei medici. Sono stato molto intontito nella ultima ora e prima Bjorn Helge mi ha detto che avevo fatto la stessa domanda 5-6 volte in 10 minuti e non mi ricordo che l’avevo fatta prima. È stato molto bello che mia moglie Maria e la piccola Emma sono venute a trovarmi. Ho anche parlato al telefono con Ariana, mia figlia che vive a Ålesund. È più facile per me con l’appoggio e la presenza dei miei familiari. Ma comunque posso solo essere contento che non sia nulla di grave“.

Fonte: www.romanuews.eu

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