FIORENTINA-ROMA per entrare nella storia

di , 6 Febbraio 2010 15:40

 

Claudio Ranieri sul­le tracce di se stesso, Fabio Capello e Nils Liedholm. Che, semplicemente, sono i due allenatori che ha hanno vinto lo scudetto in giallo­rosso nel dopoguerra. Un fi­lotto di diciotto partite con­secutive senza sconfitte, un filotto che assume contorni ancora più importanti consi­derando che di queste diciotto, quindici sono le vittorie e tre i pareggi, sui campi di Inter, Samp e Cagliari dove la Roma si fece rimontare due reti nei mi­nuti di recupero. Un’escala­tion straordinaria che ha ri­lanciato la Roma in classifi­ca salendo sino al secondo posto ( il Milan ha una parti­ta in meno), l’ha portata ai sedicesimi di finale di Euro­pa League e, dopo la sfida d’andata di giovedì sera al­l’Olimpico contro l’Udinese, a un passo dalla sedicesima finale di coppa della storia romanista. Numeri che, oggi come oggi, anche se a debita distanza, le attribuiscono il ruolo di anti- Inter. Dicevamo Ranieri come Capello e Liedholm. Lo dice­vamo perché per ritrovare una Roma in grado di non perdere per così tanto tem­po, l’ultima sconfitta sul campo dell’Udinese, in campionato, è datata 28 ottobre dello scorso anno, 104 giorni fa, bisogna risa­lire all’ultimo Capello giallo­rosso, stagione 2003- 04, una Roma che rima­se imbattuta si­no alla sosta na­talizia, venti partite utili consecutive, quindici vitto­rie e cinque pareggi. Con tanto di primo posto in clas­sifica, il tutto gelato alla ri­presa del campionato, sei gennaio, il Milan che passa all’Olimpico cominciando a colorare lo scudetto di ros­sonero. Liedholm fece anco­ra meglio, la sua Roma, nel­la stagione 1980- 81, arrivò a centrare la bellezza di ven­tisei risultati utili consecuti­vi, interrotti dalla sconfitta ai calci di rigore nella finale di coppa Italia contro il Tori­no, senza quella sconfitta che poi sul campo altro non era che un pareggio, il Baro­ne proseguì anche nella sta­gione successiva arrivando sino a 34 partite senza scon­fitte.

 

Altri tempi, altro cal­cio, non sarà facile per Ra­nieri arrivare a questi nu­meri, ma certo che, almeno a livello di media punti, non si è mai vista una Roma così. Cosa che è resa ancora più evidente anche dai numeri dei gol, fatti e subiti, dalla squadra giallorossa in que­sto periodo, trentaquattro quelli messi a segno ( con la bellezza di 15 marcatori di­versi: Vucinic capocanno­niere con 6 reti, poi Totti 5, Perrotta 4, Riise 3, Okaka, Brighi, Cerci, De Rossi, Toni 2, Cassetti, Scardina, Bur­disso, Pizarro, Baptista e Mexes 1), quasi una media di due a partita, appena un­dici quelli subiti, meno di uno ogni novanta minuti, una cifra che può essere so­lo garanzia di risultati posi­tivi e che dimostra come il lavoro svolto dall’allenatore sulla solidità difensiva della Roma abbia raggiunto l’obiettivo dichiarato quan­do Ranieri sbarcò a Trigo­ria.

Un commento a “FIORENTINA-ROMA per entrare nella storia”

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